Data:
sab 13/04/2019

Descrizione:

Introduzione a un programma con 4 incontri che si focalizza sugli stadi dello sviluppo sistematico della compassione. Gli insegnamenti attingono alle tradizioni buddhiste tibetane del lojong (addestramento mentale) e del lamrim (gli stadi del sentiero per lo sviluppo spirituale), ma saranno elaborati come una pratica laica in modo che il loro uso possa essere alla portata di tutti.

Gli argomenti principali di questo primo incontro saranno lo sviluppo di attenzione e stabilità mentale – il fondamento per la pratica è la coltivazione di un livello di base di attenzione affinata e stabilità mentale – e la coltivazione di una comprensione profonda della natura dell’esperienza mentale utilizzando la mente stabilizzata per ottenere una comprensione profonda della natura del mondo interiore di pensieri, sensazioni, emozioni e reazioni.
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Descrizone dettagliata del programma:

Se vogliamo rendere altruismo e compassione parte integrante del nostro essere, dobbiamo coltivarli con costanza e a lungo, ancorarli alla nostra mente, addestrarli e rinforzarli fin quando non divengono un punto fisso.

 

La compassione ci dà la possibilità di rispondere alla sofferenza con comprensione, pazienza e gentilezza invece che paura e repulsione.

In quanto tale, la compassione ci permette di aprirci alla realtà della sofferenza e di cercare di alleviarla. La compassione è ciò che connette la sensazione di empatia agli atti di gentilezza, generosità e altre espressioni delle nostre tendenze altruiste.

Quando la compassione nasce dentro di noi di fronte alla necessità o alla sofferenza, si verificano quasi istantaneamente tre cose:

  • percepiamo la sofferenza o la necessità dell’altro;
  • ci connettiamo emotivamente con quella sofferenza o necessità;
  • rispondiamo istintivamente desiderando vedere quella situazione alleggerita.

La compassione può portare all’azione; è una sollecitudine ad aiutare o desiderare fare qualcosa noi stessi nei confronti della situazione di un’altra persona.

Oggigiorno molteplici forze stanno convergendo per indicarci che il tempo della compassione è arrivato. Più il nostro pianeta diventa piccolo – con la popolazione che aumenta velocemente rispetto a risorse naturali limitate; i problemi ambientali che riguardano tutti noi; e la vicinanza di persone, culture e religioni causata dalla tecnologia, dai cambiamenti demografici e dall’economia globale – siamo sollecitati urgentemente a incoraggiare lo spirito di coesistenza e cooperazione.

Se noi, sia singolarmente sia tutti assieme come società globale, potessimo assumere la parte compassionevole della nostra natura con serietà, avremmo la possibilità reale di costruire un mondo più umano.

 

Si è constatato che tutti gli esseri umani possiedono una capacità innata di compassione – un risultato del patrimonio evolutivo in quanto mammiferi – che richiede la cura materna al fine di sopravvivere. Nonostante ciò, occorre una coltivazione attiva per portare questo livello di compassione innata allo stato di sincero altruismo.

La tradizione tibetana del lojong, un metodo di “addestramento della mente”, cerca di ottenere questa trasformazione tramite tecniche cognitive, analitiche, che, se praticate seriamente, consentono all’individuo di riformulare la relazione con gli altri. Il livello al quale una persona è in grado di trasformare le relazioni tramite questo processo, dipende dal grado in cui quella persona è capace di relazionarsi con gli altri con affetto, generando sentimenti profondi di tenerezza e gentilezza verso gli altri.

 

 

Nell’ambito del dialogo tra tradizioni meditative buddhiste e neuroscienze, promosso da Sua Santità il Dalai Lama, attingendo dalle tradizioni buddhiste tibetane del lojong (addestramento mentale) e del lamrim (gli stadi del sentiero per lo sviluppo spirituale), ma elaborandola come una pratica laica in modo che il suo uso possa essere alla portata di tutti si sono sviluppati dei programmi di addestramento alla compassione, strutturati in modo da accompagnare il partecipante attraverso vari stadi di addestramento.

 

Gli stadi della pratica possono essere delineati brevemente come segue:

  1. Sviluppo di attenzione e stabilità mentale: Il fondamento per la pratica è la coltivazione di un livello di base di attenzione affinata e stabilità mentale.
  2. Coltivazione di una comprensione profonda della natura dell’esperienza mentale: La mente stabilizzata è utilizzata per ottenere una comprensione profonda della natura del mondo interiore di pensieri, sensazioni, emozioni e reazioni.
  3. Coltivazione della compassione per sé: Il partecipante osserva le aspirazioni innate per la felicità e il benessere così come quelle per la libertà dalla infelicità e dall’insoddisfazione, ovvero, quali stati mentali contribuiscono alla propria soddisfazione e quali la impediscono. Il partecipante genera la determinazione di uscire dagli stati mentali ed emotivi nocivi che favoriscono l’infelicità.
  4. Sviluppo dell’equanimità: Generalmente si tende a prestare fede alle categorie di amici, nemici ed estranei e a reagire in modo disuguale verso lenti confronti delle persone, sulla base di queste categorie, con attaccamento accentuato, indifferenza e avversione. Esaminando queste categorizzazioni da vicino, il partecipante giunge a una comprensione della loro superficialità e impara a mettersi in relazione con le persone da un punto di vista più profondo: ognuno è simile nel desiderare di essere felice e nel desiderare di evitare la sofferenza.
  5. Sviluppo di apprezzamento e gratitudine verso gli altri: Sebbene le persone si vedano come attori indipendenti, auto-sufficienti, la verità è che nessuno può prosperare o nemmeno sopravvivere senza il supporto di innumerevoli altri. Quando il partecipante realizza l’interdipendenza con gli altri e i molteplici benefici che gli altri offrono quotidianamente, sviluppa apprezzamento e gratitudine per loro.
  6. Sviluppo di affetto ed empatia: Ciò richiede un duplice approccio: riflettere sulla gentilezza degli altri e riflettere sui tanti inconvenienti di un’attitudine egoista. Il secondo indebolisce il proprio egoismo, mentre il primo è il componente attivo che rafforza l’affetto e l’amore verso gli altri. In più, il riflettere profondamente sui modi in cui questi esseri cari sono intrappolati nella sofferenza – non solo quegli individui conosciuti ma anche quelli che potrebbero soffrire in luoghi molto lontani, afflitti da guerre, povertà, malattia e così via – coinvolge la propria empatia per loro e il senso dell’intollerabilità della loro sofferenza. Perciò, l’affetto e l’empatia accresciuta, che sorge dal riflettere sulla sofferenza di questi esseri che sono così gentili con noi, serve da catalizzatore per la compassione. Più affetto si prova nei confronti degli altri, più intollerabile si troverà la loro sofferenza e le difficoltà e più si gioirà della loro felicità e buona sorte. Di conseguenza si sarà spinti a vederli liberati dalle loro difficoltà, questa è la compassione. Inoltre, la contemplazione e la comprensione profonda sui modi in cui derivano una miriade di benefici da innumerevoli altri, assieme alla consapevolezza che questa gentilezza sarebbe corretto ripagarla, permette al partecipante di relazionarsi con gli altri con un senso di connessione e affetto più profondo.
  7. Realizzazione della compassione che desidera e aspira: L’empatia intensificata per gli altri, assieme alla consapevolezza profonda della loro sofferenza e delle sue cause, dà origine spontaneamente alla compassione: il desiderio che gli altri siano liberi dalla sofferenza e dalle sue condizioni.
  8. Realizzazione della compassione attiva per gli altri: Nello stadio finale, il partecipante è guidato in una meditazione concepita per passare dal semplice desiderare che gli altri siano liberi dall’infelicità all’impegnarsi attivamente ad aiutarli nella loro ricerca di felicità e libertà dalla sofferenza. L’addestramento costante nella meditazione sviluppa una maggior capacità di compassione, che alla fine diventerà radicata e spontanea.

Quota del corso:

corso intero: Offerte consigliata 25 Euro / metà corso:
(+ 15 € di quota associativa annuale per i non soci)

Termine iscrizioni:
9 aprile

CONDIZIONI DI ISCRIZIONE

Se non indicato diversamente i corsi cominciano la sera del primo giorno e terminano dopo il pranzo dell’ultimo giorno.

Vi preghiamo di iscrivervi sempre entro il termine indicato per ciascun corso.

Le iscrizioni effettuate via internet o telefono hanno validità solo dopo il versamento con bonifico bancario della quota di partecipazione.

Se per qualsiasi motivo la persona è impossibilitata a partecipare, siamo obbligati a trattenere 15 €.
Nell’eventualità che ciò dovesse accadere a solo 3 giorni dall’inizio del corso, verrà trattenuta l’intera somma della quota d´iscrizione.

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