Incontri con insegnanti qualificati nella tradizione buddhista tibetana

Organizziamo corsi e programmi di studio con insegnanti esperti orientali e occidentali, in cui studenti nuovi e con esperienza possono conoscere e approfondire la filosofia, il modo di vivere e le pratiche buddiste.

Introduzione al pensiero buddista – 10 incontri tra settembre 2018 e giugno 2019  

Questa serie di incontri vuole introdurre i concetti chiave del pensiero buddista in un modo che ne facilita la comprensione. Una o due volte al mese verranno organizzati seminari di una giornata, durante la quale si alterneranno insegnamenti, meditazioni guidate e discussioni.

Alcuni argomenti riguarderanno di più l’aspetto filosofico – i nostri valori, la visione della realtà – mentre altri saranno incentrati di più sull’ aspetto psicologico per aiutarci a migliorare la nostra relazione con noi stessi e con gli altri.

Il corso si rivolge a chi non ha ancora nessuna esperienza nel buddismo, ma anche alle persone che hanno già familiarità con il buddismo e vogliono cogliere l’occasione di approfondire la propria esperienza degli argomenti.

I corsi si svolgono il sabato o la domenica dalle ore 10 alle ore 17.

Sabato 8 settembre

1: Il potenziale della nostra mente con Claudia Wellnitz

Da che cosa dipende la nostra felicità? Non solo dalle circostanze della nostra vita, ma anche dai nostri atteggiamenti. Le stesse situazioni possono essere vissute come sfide e occasioni oppure come fastidi e cause di sofferenza. Il pensiero buddista si basa sulla convinzione che la nostra mente ha una natura pura e il potenziale per sviluppare infinite qualità positive. In questo seminario rifletteremo sugli insegnamenti che riguardano questa natura pura di Buddha presente in ogni essere vivente e praticheremo delle meditazioni per sviluppare le nostre potenzialità.

Domenica 16 settembre

2: Le 4 nobili verità con Ven. Losang Tharcin

Nel corso della sua vita Buddha Shakyamuni diede molti insegnamenti. Tra questi possiamo evidenziare quelli pubblici e aperti all’ascolto di tutti, quali le quattro nobili verità, e quelli che trasmise solo a particolari discepoli, quali quelli sulla perfezione della saggezza.

Sua Santità il XIV Dalai Lama insegna che se non si comprendono le quattro nobili verità e se non si genera una esperienza personale di questo insegnamento è impossibile praticare correttamente il Dharma.

 

Domenica 14 ottobre 2018

3: Una breve presentazione delle azioni – il karma con Ven. Losang Tharcin

Una domanda che frequentemente viene presentata da coloro che si avvicinano al sentiero interiore buddista è: chi ha creato il mondo e gli esseri che lo abitano? Vasubandhu, nel suo Trattato meglio conosciuto come la Tesoreria dei fenomeni manifesti, spiega che i vari mondi comprensivi sia degli ambienti che dei loro abitanti sono stati prodotti dalle azioni, il karma, e che il karma-azione viene prodotto dai difetti mentali. Il seminario si propone di far conoscere i vari aspetti del karma, quali la sua natura, funzione e maturazione risultante; e aprire tale conoscenza anche a tutte le esperienze ‒ positive e negative ‒ che esso comporta nella vita di tutti i giorni.

Il corso si svilupperà attraverso sessioni di meditazione, insegnamento e discussione.

  • Domenica 18 novembre

    4: Vivere e rinascere con Ven. Losang Tharcin

    Nel buddhismo, il divenire, inteso come trasformazione costante della realtà, ha una duplice valenza: esterno, legato al mondo materiale quale contenitore, ed interno, legato agli esseri senzienti che lo abitano quali contenuto. Questa realtà è alla base della visione buddhista del sorgere dipendente: il fatto che le molteplici situazioni ed esperienze sorgono in dipendenza di un incontro tra cause e condizioni. Rispetto al divenire dell’individuo, la sua esistenza può essere analizzata dal lato afflittivo ‒ il sorgere dei fenomeni samsarici basati su cause e condizioni contaminate che hanno la loro origine nell’ignoranza; oppure dal lato del non contaminato ‒ il sorgere dei fenomeni puri originati in dipendenza della saggezza quale sentiero che conduce alla liberazione dall’esistenza ciclica.

    Sabato 24 novembre

    5: Vediamo la realtà così come è? con Claudia Wellnitz

    I nostri sensi sono imprecisi e influenzati dalla nostra indolo, i nostri pensieri spesso non sono ragionevoli – di conseguenza nostre decisioni non sono sempre giuste. In questo corso rifletteremo sull`interdipendenza di soggetto (che percepisce) e oggetto (quello che viene percepito) e impariamo come distinguere il falso dalla realtà.

    Sabato 2 marzo (ore 10-17) 2019


    6: Samsara e nirvana – come trovare la pace interiore
    con Claudia Wellnitz
    Finché siamo nel samsara e seguiamo gli impulsi del nostro attaccamento e delle nostre avversioni, ci alterniamo costantemente tra paura e speranza. Nirvana si riferisce invece a uno stato mentale pacifico, in cui siamo in sintonia con noi stessi e il mondo. In questo corso impareremo sia la definizione di questi due modi di essere secondo la tradizione buddista, sia come noi, nella nostra vita quotidiana, possiamo avvicinarci alla pace interiore.

  • Sabato 30 marzo (ore 10-17)
     7: Shamatha e vipasana con Claudia Wellnitz
    Con la meditazione shamatha sviluppiamo uno stato calmo della mente, con la meditazione vipasana esploriamo la realtà profonda di noi stessi e dei fenomeni. Queste due forme di meditazione praticate insieme sono la base dello sviluppo spirituale secondo la tradizione buddista.

    Sabato 27 Aprile (ore 10-17)
    8: Meditare su amore e compassione universale con Claudia Wellnitz
    Quello che comunemente chiamiamo amore è spesso un sentimento autoreferenziale, mescolato con il desiderio di avere un beneficio per noi stessi. È un sentimento limitato verso poche persone e la gioia che ne deriva è circoscritta. Se invece coltiviamo l’amore e la compassione incondizionati che si focalizzano sul benessere di tutti, questi stati di apertura del cuore avranno benefici incalcolabili per noi stessi e gli altri. In questa giornata saranno spiegate le contemplazioni da fare per coltivare tale qualità interiore.
    Quota del corso: offerta consigliata 25 Euro (non-soci: tessera annua 15 Euro) Termine iscrizione: 23 Aprile

    Sabato 25 maggio (ore 10-17)
    Introduzione al pensiero buddista 9: Sviluppare la Bodhicitta con il Ven. Osvaldo Thupten Tharpa

    La motivazione di ottenere l`illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti è il fondamento del sentiero del Buddismo Mahayana. Il monaco spiegherà come coltivare questa motivazione sulla base di due atteggiamenti: la compassione verso tutti e la convinzione che la nostra mente può essere completamente purificata. Insegnerà due approcci che ci permettono uno sviluppo graduale di questa motivazione che ha inestimabili benefici.

    Sabato 8 giungo (ore 10-17)
    10: Lamrim – il sentiero graduale con Ven. Osvaldo Thupten Tharpa
    Negli insegnamenti di questo corso verrà presentato, in termini generali, l’intero sentiero buddista tibetano verso l’illuminazione. Studieremo un breve testo che sintetizza tutte le tematiche degli insegnamenti del Buddha e li presenta in un modo che facilita la

    Gli insegnanti:

    • Ven. Osvaldo Thupten Tharpa – monaco buddhista del monastero Lhungtok Choekhorling di Pomaia (PI) – Italia è monaco della tradizione tibetana gelug dal 2008. Ha ricevuto l’ordinazione di monaco (gelong) da Sua Santità il XIV Dalai Lama. Da più di vent’anni studia gli insegnamenti di Buddha sotto la guida di grandi maestri della tradizione tibetana.
    • Losang Tharcin (Lorenzo Rossello) è monaco buddhista completamente ordinato dal 1986.Per oltre venticinque anni ha studiato e praticato il sentiero interiore buddhista sotto la guida del Ven. Ghesce Ciampa Ghiatso, suo Maestro principale.
    • Claudia Wellnitz, discepola di Lama Thubten Yeshe e Lama Zopa Rinpoche, ha studiato il buddismo secondo la tradizione tibetana per più di trenta anni. Ha completato una formazione psicoterapeutica presso la scuola Tara Rokpa in Irlanda ed è un insegnante registrata della Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana.

Un Programma di 4 giorni con Ven. Osvaldo Thupten Tharpa

Rendere altruismo e compassione parte integrante del nostro essere 

Inizio: Sabato 13 Aprile 2019

Descrizione:

Se vogliamo rendere altruismo e compassione parte integrante del nostro essere, dobbiamo coltivarli con costanza e a lungo, ancorarli alla nostra mente, addestrarli e rinforzarli fin quando non divengono un punto fisso.

La compassione ci dà la possibilità di rispondere alla sofferenza con comprensione, pazienza e gentilezza invece che paura e repulsione.

In quanto tale, la compassione ci permette di aprirci alla realtà della sofferenza e di cercare di alleviarla. La compassione è ciò che connette la sensazione di empatia agli atti di gentilezza, generosità e altre espressioni delle nostre tendenze altruiste.

Quando la compassione nasce dentro di noi di fronte alla necessità o alla sofferenza, si verificano quasi istantaneamente tre cose:

  • percepiamo la sofferenza o la necessità dell’altro;
  • ci connettiamo emotivamente con quella sofferenza o necessità;
  • rispondiamo istintivamente desiderando vedere quella situazione alleggerita.

La compassione può portare all’azione; è una sollecitudine ad aiutare o desiderare fare qualcosa noi stessi nei confronti della situazione di un’altra persona.

Oggigiorno molteplici forze stanno convergendo per indicarci che il tempo della compassione è arrivato. Più il nostro pianeta diventa piccolo – con la popolazione che aumenta velocemente rispetto a risorse naturali limitate; i problemi ambientali che riguardano tutti noi; e la vicinanza di persone, culture e religioni causata dalla tecnologia, dai cambiamenti demografici e dall’economia globale – siamo sollecitati urgentemente a incoraggiare lo spirito di coesistenza e cooperazione.

Se noi, sia singolarmente sia tutti assieme come società globale, potessimo assumere la parte compassionevole della nostra natura con serietà, avremmo la possibilità reale di costruire un mondo più umano.

Si è constatato che tutti gli esseri umani possiedono una capacità innata di compassione – un risultato del patrimonio evolutivo in quanto mammiferi – che richiede la cura materna al fine di sopravvivere. Nonostante ciò, occorre una coltivazione attiva per portare questo livello di compassione innata allo stato di sincero altruismo.

La tradizione tibetana del lojong, un metodo di “addestramento della mente”, cerca di ottenere questa trasformazione tramite tecniche cognitive, analitiche, che, se praticate seriamente, consentono all’individuo di riformulare la relazione con gli altri. Il livello al quale una persona è in grado di trasformare le relazioni tramite questo processo, dipende dal grado in cui quella persona è capace di relazionarsi con gli altri con affetto, generando sentimenti profondi di tenerezza e gentilezza verso gli altri.

Nell’ambito del dialogo tra tradizioni meditative buddhiste e neuroscienze, promosso da Sua Santità il Dalai Lama, attingendo dalle tradizioni buddhiste tibetane del lojong (addestramento mentale) e del lamrim (gli stadi del sentiero per lo sviluppo spirituale), ma elaborandola come una pratica laica in modo che il suo uso possa essere alla portata di tutti si sono sviluppati dei programmi di addestramento alla compassione, strutturati in modo da accompagnare il partecipante attraverso vari stadi di addestramento.

Gli stadi della pratica possono essere delineati brevemente come segue:

  1. Sviluppo di attenzione e stabilità mentale: Il fondamento per la pratica è la coltivazione di un livello di base di attenzione affinata e stabilità mentale.
  2. Coltivazione di una comprensione profonda della natura dell’esperienza mentale: La mente stabilizzata è utilizzata per ottenere una comprensione profonda della natura del mondo interiore di pensieri, sensazioni, emozioni e reazioni.
  3. Coltivazione della compassione per sé: Il partecipante osserva le aspirazioni innate per la felicità e il benessere così come quelle per la libertà dalla infelicità e dall’insoddisfazione, ovvero, quali stati mentali contribuiscono alla propria soddisfazione e quali la impediscono. Il partecipante genera la determinazione di uscire dagli stati mentali ed emotivi nocivi che favoriscono l’infelicità.
  4. Sviluppo dell’equanimità: Generalmente si tende a prestare fede alle categorie di amici, nemici ed estranei e a reagire in modo disuguale verso lenti confronti delle persone, sulla base di queste categorie, con attaccamento accentuato, indifferenza e avversione. Esaminando queste categorizzazioni da vicino, il partecipante giunge a una comprensione della loro superficialità e impara a mettersi in relazione con le persone da un punto di vista più profondo: ognuno è simile nel desiderare di essere felice e nel desiderare di evitare la sofferenza.
  5. Sviluppo di apprezzamento e gratitudine verso gli altri: Sebbene le persone si vedano come attori indipendenti, auto-sufficienti, la verità è che nessuno può prosperare o nemmeno sopravvivere senza il supporto di innumerevoli altri. Quando il partecipante realizza l’interdipendenza con gli altri e i molteplici benefici che gli altri offrono quotidianamente, sviluppa apprezzamento e gratitudine per loro.
  6. Sviluppo di affetto ed empatia: Ciò richiede un duplice approccio: riflettere sulla gentilezza degli altri e riflettere sui tanti inconvenienti di un’attitudine egoista. Il secondo indebolisce il proprio egoismo, mentre il primo è il componente attivo che rafforza l’affetto e l’amore verso gli altri. In più, il riflettere profondamente sui modi in cui questi esseri cari sono intrappolati nella sofferenza – non solo quegli individui conosciuti ma anche quelli che potrebbero soffrire in luoghi molto lontani, afflitti da guerre, povertà, malattia e così via – coinvolge la propria empatia per loro e il senso dell’intollerabilità della loro sofferenza. Perciò, l’affetto e l’empatia accresciuta, che sorge dal riflettere sulla sofferenza di questi esseri che sono così gentili con noi, serve da catalizzatore per la compassione. Più affetto si prova nei confronti degli altri, più intollerabile si troverà la loro sofferenza e le difficoltà e più si gioirà della loro felicità e buona sorte. Di conseguenza si sarà spinti a vederli liberati dalle loro difficoltà, questa è la compassione. Inoltre, la contemplazione e la comprensione profonda sui modi in cui derivano una miriade di benefici da innumerevoli altri, assieme alla consapevolezza che questa gentilezza sarebbe corretto ripagarla, permette al partecipante di relazionarsi con gli altri con un senso di connessione e affetto più profondo.
  7. Realizzazione della compassione che desidera e aspira: L’empatia intensificata per gli altri, assieme alla consapevolezza profonda della loro sofferenza e delle sue cause, dà origine spontaneamente alla compassione: il desiderio che gli altri siano liberi dalla sofferenza e dalle sue condizioni.
  8. Realizzazione della compassione attiva per gli altri: Nello stadio finale, il partecipante è guidato in una meditazione concepita per passare dal semplice desiderare che gli altri siano liberi dall’infelicità all’impegnarsi attivamente ad aiutarli nella loro ricerca di felicità e libertà dalla sofferenza. L’addestramento costante nella meditazione sviluppa una maggior capacità di compassione, che alla fine diventerà radicata e spontanea.
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Ritiri guidati di gruppo

Organizziamo corsi guidati di meditazione silenziosa e analitica, che possono durare da 2 a 10 giorni.
I ritiri sono accompagnati da insegnanti tibetani o occidentali esperti.
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Ritiri individuali

Ai praticanti singoli, che già abbiano avuto le istruzioni sul ritiro, possiamo offrire una stanza tranquilla con entrata indipendente. Questa sistemazione permette di potersi ritirare indisturbati per un periodo che può andare dai tre giorni ai tre mesi.
Possono essere messi a disposizione cibi naturali, ma in certi casi i pasti devono essere preparati dall’ospite stesso.
I mesi da gennaio a marzo sono particolarmente adatti ai ritiri individuali, perché in questo periodo anche nel resto della casa viene rispettato prevalentemente il silenzio.
Meno adatti sono i mesi di luglio e agosto.
Su richiesta si viene assistiti nella pratica di meditazione.
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Incontro tra vie occidentali e orientali per la ricerca dello sviluppo interiore

Offriamo corsi centrati sull’esperienza, in cui le diverse discipline – lavoro sul corpo, psicoterapia, scienza della guarigione, arte – vengono combinate con elementi di meditazione.

Da sabato 16 marzo 2019 (6 incontri)

Un nuovo corso della Fondazione per lo Sviluppo di Compassione e Saggezza

Azione, Riflessione e Trasformazione: un percorso verso una vita completa (1° modulo)

con Claudia Wellnitz

Questo programma propone un’indagine sistematica su come vivere una vita più soddisfacente e significativa nel ventunesimo secolo. Il programma esplora tre tematiche tra loro interconnesse:

La felicità interiore – come un quadro etico di valori umani fondamentali, quali la gentilezza e il coraggio, che possono essere coltivati, interiorizzati e messi in pratica nella vita quotidiana per creare le cause della felicità duratura e genuina.

Il buon cuore – come l’empatia e la compassione possono essere sviluppate attraverso pratiche semplici per coltivare relazioni più positive e premurose nei confronti della famiglia e della società.

La chiarezza mentale – come l’addestramento all’attenzione e alla consapevolezza aumenti la nostra abilità a liberarci da abitudini mentali disturbanti, e ad aprirci a scelte positive per la vita moderna assai complicata.

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Arte e colloqui

C`è una stanza dedicata alla creatività, in cui le persone interessate possono sviluppare la loro espressione artistica – con o senza conduttrice.
Offriamo anche accompagnamento per persone che vogliono fare un passo nella loro crescita interiore e colloqui individuali su questioni spirituali.
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Possibilità di affittare gli spazi

Gruppi i cui obiettivi siano conciliabili con i nostri possono chiedere in affitto il Centro per corsi più o meno lunghi. Saranno assistiti dal team della Casa.
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